domenica, 18 maggio 2008... scientificamente provato che al Dottor Rossi Fumi, le pole position gli portano sfiga... e quando parte male, arriva benissimo. @ EleonoraM,
ore: 18:33
domenica, 18 maggio 2008CHIEDIAMO SOLO REGOLE di Maria Giovanna Maglie Il sondaggio che pubblichiamo è semplice e chiarissimo, per una volta. Prendiamolo come si deve fare sempre con i sondaggi: una credibile indicazione di tendenza. Conferma che la sensazione di pericolo è fortemente sentita; identifica in tre gruppi la fonte principale di aggressione; chiede al nuovo governo le misure promesse; dimostra che gli italiani non sono razzisti e non procedono per pregiudizi. Basta osservare che il giudizio negativo crolla per tutte le altre etnie di immigrati, si fa perfino generoso (o incosciente) quando si tratta di cittadini dei Paesi islamici. Certo, le accuse di xenofobia e di razzismo rivolte nei giorni scorsi da qualche esponente di governo europeo, la signora vice premier spagnolo, Maria Teresa Fernandez De La Vega, tornata pericolosamente dal pragmatismo all'ideologia, le denunce di pulizia etnica sparacchiate da qualche quotidiano antagonista di tutto e a caccia di recupero, Liberazione ad esempio, ma anche le lamentazioni di alcuni alti prelati, come il cardinale Martini, che possono essere state confuse con l'opinione del pontefice, si dimostrano nella loro superfluità. La realtà è tanto semplice, uno Stato deve governare secondo giustizia e poche regole chiare, un po' di giustizia e regole chiedono gli italiani intervistati. Fate caso a tutte le risposte e vedrete che fortunatamente, nonostante l'efferatezza della provocazione, non c'è voglia di vendetta. Nessuno è pronto a vendersi l'anima. Napoli non fa scuola. Si può obiettare che intorno a rom, albanesi e romeni si è scatenata, dopo un lungo silenzio e la scellerata tolleranza degli ultimi due anni, una campagna politica e di stampa che con troppa approssimazione li indica come gli unici criminali, che soprattutto indica tutti allo stesso modo, senza la necessaria distinzione fra quelli che lavorano e quelli che delinquono. Ma il trentacinque per cento dei reati in Italia sono commessi da stranieri, i romeni al primo posto, sono soprattutto i clandestini a delinquere, mentre tra gli immigrati regolari il tasso di criminalità è, in media, in linea con quello degli italiani. Non lo dico io, ma gli ultimi dati del Viminale, ancora ministro Giuliano Amato. So che i numeri tediano, ma a volte sono meglio di qualunque specioso contraddittorio. I romeni sono al primo posto (il 15,4% del totale degli stranieri denunciati per questo reato), seguiti dagli albanesi (11,9%) e dai marocchini (9,1%). Anche per le violenze sessuali i romeni sono in testa (rappresentano il 16,2% del totale degli stranieri denunciati per questo reato), seguiti dai marocchini (15,9%) e dai croati (13,9%). Per le rapine in casa, ancora romeni al comando (19,8%), seguiti da albanesi (13,8%) e marocchini (8,7%). Per gli scippi, i marocchini sono al primo posto (20,6%), seguiti da romeni (19,3%) e albanesi (6%). Per quanto riguarda i furti d'auto, i romeni tornano in testa (29,8%), seguiti da marocchini (13,2%) e albanesi (8,8%). Per le estorsioni, infine, ancora romeni primi (15%), seguiti da albanesi (11,2%) e marocchini (10,7%). Questi dati sembrano confermare un'altra obiezione, secondo la quale si scrive romeno ogni volta, anche quando si dovrebbe scrivere rom. Non tutti i rom sono romeni, infatti, solo poco meno della metà, e in molti di più vivono di espedienti e delitti, perciò bene fa il governo a nominare un commissario speciale a Roma, Napoli e Milano. Non cambia il fatto che buona parte dei delinquenti schedati romeni è venuto liberamente nel Paese che credeva Bengodi, dopo la decisione del passato governo Prodi di non imporre una moratoria. Questo avveniva nel gennaio 2007, i risultati tremendi, a botte di rapine in villa con strage, assalti con stupro, si sono visti nel giro di poche settimane. La stessa cosa accadde con gli albanesi, svuotarono le galere. Naturalmente i romeni, e non solo, che lavorano in onestà, sono molti, e un'attenta politica sociale ed economica scarta la sanatoria ma verifica la realtà, per esempio spiegando con le buone o con le cattive a tutti gli italiani che tengono a lavorare personale in nero, che quelle domestiche, quell'operaio, sono irregolari per causa loro. Per questo ho molto apprezzato la richiesta al governo del ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, di una normativa speciale per le persone oggi clandestine in Italia, ma di fatto occupate con funzioni di badante e di colf, una risorsa insostituibile. Brava, nessuno qui intende vendersi l'anima. @ EleonoraM,
ore: 09:56
domenica, 18 maggio 2008ROMA - Un osservatore Ue per la questione nomadi ha criticato le condizioni trovate in Italia: «La situazione dei rom in Italia è orribile. È incredibile che in un paese democratico ci siano persone che vivono senza diritti e senza documenti anche se sono qui da 40 anni», ha sostenuto l'europarlamentare di etnia rom Viktoria Mohacsi durante una visita al più grande campo nomadi di Roma, il Casilino 900. L'europarlamentare, di nazionalità ungherese, è stata incaricata dall' Unione europea di monitorare la situazione dei campi rom in Italia dopo i fatti di Napoli. EMERGENZA - «Sono venuta qui in seguito all'assalto del campo nomadi di Ponticelli a Napoli - ha aggiunto Mohacsi, oggi accompagnata da una delegazione dei Radicali italiani - e per vedere la situazione con i miei occhi. Sono preoccupata per ciò che avviene in Italia, dove bambini appartenenti alla terza generazione di immigrati non hanno ancora i diritti fondamentali di cittadinanza. Urge un programma di integrazione specialmente per le persone che arrivano dai nuovi stati membri dell'Ue. Lunedì sera - ha detto ancora parlando nel campo nomadi dove, secondo alcune stime, vivono circa 1.500 persone - riferirò a Strasburgo ciò che ho visto in Italia». Mohacsi sarà domenica a Napoli e lunedì mattina, prima di partire per Strasburgo, sede del parlamento europeo, parteciperà ad una conferenza stampa nella sede dei Radicali a Roma. ___________________________ Quindi, secondo la signora, i nomadi in italia vengono trattati male. Questi in effetti sono i "maltrattamenti". O questi o magari pure questi. Il fatto è che, e come la signora in tanti non lo capiscono, la maggior parte di loro non ha alcuna intenzione nè di integrarsi nè tantomeno di lavorare. Meglio le estorsioni, le rapine, la prostituzione, l'accattonaggio e chi più ne ha e più ne metta. Così in italia e così dovunque. Ma no, la colpa è sempre degli stati e dei governi che si susseguono che non fanno politiche "adatte" a far integrare i "comunitari" e gli extracomunitari... @ EleonoraM,
ore: 01:28
sabato, 17 maggio 2008L’Italia immaginaria della sinistra di Michele Brambilla Due domande. La prima. Ma è possibile attribuire gli assalti ai campi rom al decreto sulla sicurezza che il governo sta per varare e alle dichiarazioni di Maroni e di La Russa? Seconda domanda. Dov'è finita la sinistra che fa autocritica, che preso atto della batosta elettorale riconosce di non aver capito il Paese? La risposta alla prima domanda è sì, è possibile collegare le violenze contro i rom al nuovo corso politico: è possibile, visto che la sinistra lo sta facendo. E la risposta alla seconda domanda viene di conseguenza: la sinistra dell'autocritica è già sparita, ha già abbandonato il suo proposito di uscire dai salotti e dalle redazioni e di andare in mezzo alla gente. È incredibile la rapidità con cui ha cambiato passo, ad esempio, Liberazione, «giornale comunista». Nei giorni successivi al voto - e allo choc - aveva intelligentemente inviato i propri cronisti ai cancelli delle fabbriche per capire come mai l'elettorato operaio avesse voltato le spalle. Dopo di che, coraggiosamente aveva pubblicato. Cito a memoria il titolo, più o meno era così: «La sinistra pensa solo agli zingari e ai froci, per questo non la votiamo più». Nel giro di neanche un mese il giornale passa però da un serio tentativo di capire la realtà all'abbandono di ogni contatto con la realtà. Prima il titolo «Tornano le leggi razziali». Ieri l'editoriale del direttore Piero Sansonetti che scarica sul nuovo governo le rappresaglie anti-rom. Parla di «violenta campagna di scontro razziale avviata da qualche giorno dalle autorità». Scrive che «è in corso un linciaggio di massa e che è iniziata la persecuzione di Stato contro gruppi di persone deboli e povere additate alla repressione su base razziale»; aggiunge che «lo Stato ha avviato atti di pulizia etnica che ricordano quelli di Milosevic»; parla, ancora di «deportazioni di massa». Secondo il Manifesto il ministero dell'Interno vuole marchiare i rom così come i nazisti marchiavano gli ebrei con la stella di David; si parla di invii «nei lager più vicini». Così nella vignetta. L'editoriale invece si intitola «L'Italia si fa ronda», e dice che stiamo seguendo il «senso degenerato dello slogan neonazista-forzanuovista “difendi il simile, distruggi tutto il resto”». L'Unità pubblica un'intervista a Marco Minniti, ministro ombra dell'Interno: «Il governo sta alimentando la paura e la giustizia fai da te». Anche su Repubblica, che pure è un giornale di qualità alta, c'è chi parla di un'Italia razzista: Adriano Prosperi scrive di «pogrom moderni» incoraggiati dalla politica; Gad Lerner dice che la caccia al rom è «incitata», anche da un titolo del nostro giornale; Umberto Eco parla dell'arte di denigrare il nemico, sempre «sporco e brutto». Ma è questa l'Italia reale? Siamo un Paese di razzisti? Oppure c'è un problema di sicurezza che non cambierebbe di una virgola se i delinquenti fossero alti e biondi? E soprattutto: c'è uno Stato che promuove la pulizia etnica e i pogrom? Oppure c'è gente esasperata proprio perché per anni lo Stato non è intervenuto? Guai se il nuovo governo non si dimostrasse efficiente e perfino spietato contro coloro che hanno assaltato i campi rom; guai se non estirpasse alla radice, e con il massimo rigore, la voglia di «giustizia» fai da te. Ma come si fa a non capire che è proprio in assenza di norme precise che si finisce con il delegare alla mafia e alla camorra la «giustizia» sommaria? Che si finisce con l'alimentare ronde e odio di razza? Com'è possibile che una sinistra che vanta - e spesso non a torto - una superiorità nel mondo della cultura, non capisca quanto è grottesca l'immagine dell'Italia neonazista che viene dipinta da simili campagne di stampa? E ancora. Com'è possibile che la sinistra non capisca che le prime vittime di una certa illegalità sono gli abitanti delle periferie, e quindi i suoi tradizionali elettori? Per quale motivo la sicurezza e la legalità dovrebbero essere solo temi di destra? Com'è possibile che la sinistra non prenda atto che una delle loro icone del momento, Zapatero, ha preso misure ben più spietate di quelle anche solo pensate da un Calderoli? In verità molta sinistra tutto questo lo capisce. Lo capisce il presidente della Provincia di Milano Penati (Pd, ex comunista); lo capiscono le giunte di sinistra di Padova e quella di Cofferati a Bologna. Le misure che costoro hanno preso o annunciato avrebbero fatto gridare allo scandalo, se partorite da amministrazioni leghiste. C'è tanta sinistra che rifiuta di liquidare la questione sicurezza con lo stereotipo-razzismo: ieri sul Corriere si riportava la presa di posizione della sezione Gramsci di Ponticelli: un manifesto con scritto «Via gli accampamenti rom». È la sinistra degli intellettuali a essere in ritardo, a non capire che l'intolleranza e la violenza vengono alimentate dall'assenza dello Stato, non dal suo intervento. @ EleonoraM,
ore: 09:50
sabato, 17 maggio 2008Ogni anno 100 milioni regalati ai rom di Matthias Pfaender Quanto ci costa la presenza dei nomadi? Milioni e milioni di euro. Un fiume di denaro in sovvenzioni, aiuti, progetti. Un mare di soldi su cui è possibile fare solo delle stime. Stime peraltro al ribasso, visto che i costi «accessori» che la pubblica amministrazione deve sobbarcarsi a causa della presenza di rom nel nostro Paese non sono quantificabili. Eppure, anche facendo la tara dei costi sociali (degrado, danneggiamenti di beni pubblici, deviazioni illegali dei servizi municipali come elettricità e servizi idrici) e delle risorse economiche impiegate dalle forze dell’ordine per far fronte ai fenomeni di criminalità generati all’interno delle baraccopoli, la stima finale, per quanto approssimata, è impressionante: 2.400 euro per ogni rom. All’anno. Tanto spendono i comuni della penisola per ogni nomade sul loro territorio. Che moltiplicato per i 41.295 rom censiti dalle prefetture (la stima è del Sole 24 Ore) fa gonfiare il conto-rom a ben 99 milioni e 108mila euro. Dati che riguardano solo la popolazione regolare. Le stime del Viminale, che considerano anche gli irregolari, parlano di un numero quasi quattro volte maggiore: 140mila persone. Fondi erogati con l’obiettivo di far trovare loro un lavoro, di dargli la possibilità di costruirsi una vita dignitosa all’interno di case pulite; e, magari, abbassare l’indice di criminalità delle nostre città. Soldi, stando alla situazione odierna, evidentemente non spesi al meglio. Basta vedere quello che capita a Milano e Roma, le due città dove la presenza di zingari è più massiccia. Roma è di gran lunga più «generosa», con 3.836 euro pro rom. Durante le amministrazioni Rutelli e Veltroni la spesa per i campi è gradualmente aumentata, raggiungendo nel 2006 (l’ultimo anno di cui sono disponibili i dati) la vetta di 20 milioni di euro. Così ripartiti: la gestione dei campi è costata tre milioni e 800mila euro, ai quali vanno sommate le cifre per gli interventi di bonifica igienico-ambientale, che ammontano a un milione e 750mila euro. Poi ci sono le voci di spesa «minori»: consulenze esterne 138mila euro, attrezzature informatiche 40mila euro (attrezzature informatiche? Ma se vivono in tende e container!), stipendi per il personale del Campidoglio dedicato alla gestione dei rom 66.300 euro, wc chimici (acquisto, pulizia e manutenzione) 375mila euro, affitto delle aree dove sorgono le tendopoli 22.500 euro. E infine le spese straordinarie: oltre mezzo milione di euro per l’acquisto di container. Ma siamo ancora, solo, agli inizi. La scolarizzazione dei bimbi rom è costata 2.333.333 euro. I servizi sociali, gravanti sui bilanci dei municipi capitolini, sono costati in totale 1.440.000 euro. Fra luce e acqua gratis, interamente a carico dell’Acea, se ne sono andati altri 1.830.000 euro. La raccolta rifiuti, fra interventi ordinari e straordinari, ha gravato per 381mila euro. Ma non è ancora finita. Nel conto c’è da mettere anche la quota di scuolabus a disposizione dei piccoli alunni nomadi - altri 1.200.000 euro -, i buoni scuola per i libri (218mila euro) e l’uso gratuito delle mense scolastiche (288mila euro). E addirittura finanziamenti a feste e iniziative culturali per un totale di 1.700.000 euro. Milano spende un po’ meno. Sarà lo spirito di efficienza tipico dei lombardi? No, di efficienza in questo caso non c’è traccia. Si può al massimo dire che i milanesi si sono lasciati infinocchiare un po’ meno, visto che comunque pagare 2.351 euro all’anno a nomade e poi dover gestire tutte le problematiche causate dai rom nella metropoli non è certo un buon affare: dopo patti per la sicurezza, progetti di integrazione, sistemazione dei campi e progetti di scolarizzazione, Palazzo Marino si ritrova comunque con i baby borseggiatori davanti alla stazione Centrale, con gli stupri in ogni area della città e a tutte le ore del giorno e con i campi irregolari che superano di gran lunga i campi autorizzati. Undici milioni e 200mila euro la spesa nel 2006, ripartita tra 6,5 milioni per la manutenzione ordinaria dei campi e 4,7 milioni per presidi sociali, sussidi alle famiglie e mediazione culturale. @ EleonoraM,
ore: 09:44
sabato, 17 maggio 2008Il comune che ha un «sinti» seduto in consiglio e paga le bollette dei gitani C’è anche un consigliere Sinti: è Juri Dal Bar, di Rifondazione comunista. Il comune di Mantova, guidato dal sindaco del Pd Fiorenza Brioni, apre le braccia ai rom, 120 persone alle quali sono stati destinati ben 193mila euro. «I dati riguardano il bilancio 2006», spiega il consigliere Mauro Vinci (Fi). Secondo il Comune, invece, la quota elargita è pari a 85mila euro. Questa cifra, fa notare Vinci, non comprende però le tariffe della mensa e dell’asilo nido e nemmeno le bollette di acqua, luce e gas di cui il Comune si fa carico al 70%. «L’emergenza è dietro l’angolo», commenta il presidente della commissione Servizi sociali Marco Germinasi (Fi). Di recente, proprio il pagamento delle utenze ha scatenato una polemica. Il Comune ha saldato oltre 43mila euro relativi a due anni e mezzo di consumi per rimediare alla mancata emissione degli avvisi di pagamento. @ EleonoraM,
ore: 09:40
venerdì, 16 maggio 2008ROMA - Il pacchetto sicurezza prende forma. Lasciando fuori il reato di immigrazione clandestina ma includendo un'aggravante che, utilizzando le norme del codice penale già esistenti, colpisca gli extracomunitari irregolari che delinquono o che sono socialmente pericolosi. È questo l'orientamento emerso nel corso della riunione a Palazzo Chigi sul "pacchetto sicurezza" alla quale hanno preso parte i ministri dell'Interno Roberto Maroni e della Giustizia Angelino Alfano. Al momento si ipotizza che l'introduzione dell'aggravante avvenga per decreto legge. E sempre tramite decreto dovrebbero essere previsti l'ampliamento dei casi di rito per direttissima e una stretta sulle misure antimafia. Su quest'ultimo punto avrebbe particolarmente insistito il Guardasigilli Alfano, soprattutto sull'accelerazione delle confische dei beni di mafia e sull'esclusione dei patteggiamenti in appello in caso di reati di mafia. ESPULSIONI IMMEDIATE E VISTI - Obbligo di visto per gli extracomunitari che vengono in Italia per soggiorni brevi, restrizioni ai ricongiungimenti familiari utilizzando anche il test del Dna, ampliamento dei motivi che consentono l'allontanamento immediato dei cittadini comunitari per motivi di pubblica sicurezza. Sono alcune delle misure che, secondo quanto si apprende, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni ha portato a Palazzo Chigi. «SERVE FERMEZZA» - «È il momento di intervenire con fermezza per evitare che la rabbia prevalga sulle regole della onvivenza civile e che si possano ripetere episodi di ingiustificabile violenza come quelli che si sono purtroppo verificati a Napoli a seguito dell'orribile tentativo di rapimento di una neonata» detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni, prima della riunione, nel suo intervento alla Festa della polizia. «Nel chiedere la fiducia al Parlamento - ha spiegato Maroni -, il presidente del Consiglio dei ministri ha ricordato che non si tratta di cavalcare la paura, ma di liberare dalla paura i cittadini e in particolare le donne e gli anziani». «IL PAESE VUOLE RISPOSTE» - Sul tema della sicurezza, ha spiegato il ministro, «il Paese pretende risposte immediate ed efficaci e chiede a tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, di collaborare per la soluzione dei problemi che affliggono le nostre comunità». In proposito, Maroni, rivolto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, presente alla Festa, ha citato un intervento che lo stesso Napolitano fece quando era ministro dell'Interno, in cui auspicò «un convergere di obiettivi di comune generale interesse». «Da parte mia - ha proseguito il ministro - ho provveduto da subito ad avviare un utile confronto su questi temi con i rappresentanti del mondo delle autonomie e delle parti sociali per raccogliere suggerimenti e proposte al fine di migliorare il pacchetto sicurezza che il ministero sta predisponendo». Ora, ha sottolineato «è il momento della sintesi dell'adozione, da parte del governo, di provvedimenti che contribuiranno a contrastare quel senso di sfiducia nelle istituzioni derivato dall'incapacità delle istituzioni stesse di dare risposte convincenti all'ansia di sicurezza che ha preso tanti cittadini». POTENZIARE L'INTELLIGENCE - E nel corso dell'incontro, durato quattro ore, tra il capo della polizia prefetto Antonio Manganelli e il capo della polizia romeno Gheorghe Popa, è stato pianificato un deciso potenziamento dell'azione di intelligence contro la criminalità. È stato elaborato, inoltre, un piano operativo che prevede un potenziamento immediato e senza precedenti dell'azione di intelligence con l'impiego di squadre congiunte di investigatori italiani e romeni nelle città italiane che fanno registrare la maggiore presenza di cittadini romeni. @ EleonoraM,
ore: 22:02
venerdì, 16 maggio 2008... con furore. Mister Bean spagnolo, ci dice che il governo italiano è xenofobo. Un sentito vaffanculo a quel pirla. Forse in spagna non ci sono mai stati arresti di massa? Qui in italia si chiamano blitz, e li fanno anche con gli spacciatori, con le puttane, dentro le discoteche o nei club privè, per arrestare i mafiosi e i camorristi. Nessuno è stato sequestrato, stuprato, malmenato o ucciso. Sono controlli che vengono fatti normalmente dopo le dovute indagini. I blitz li faceva pure il governo frodi e quello precedente, quello precedente ancora... Ma mister Bean che ne sa? Il territorio italiano fa schifo grazie a tanti immigrati che portano con se lo schifo... e la spagna invece che pensare ai propri problemi con l'eta si preoccupa dei blitz italiani. A seguire, ecco l'ennesimo imbecille che parla di alimentazione dell'odio. Inoltre, i rom ci fanno sapere che VOGLIONO integrazione e piangono miseria. Ma qualcuno s'è chiesto quanti zingari dovunque nel mondo si sono integrati per davvero? Tutto questo grazie al lassismo, al perbenismo e al relativismo degli ultimi decenni. Ora non si può più chiedere sicurezza, regole e giustizia. Inoltre, ricordiamo che: Il 29 settembre 2005...Cinque morti e un centinaio di feriti tra i seicento africani che cercavano di raggiungere la enclave spagnola sulla costa marocchina. Il capo del governo di Madrid ha schierato l'esercito con l'ordine di sparare. E vengono a sentenziare in italia? Milano, romeno stupra una studentessa Milano - Un nuovo grave episodio di violenza a Milano. La polizia ferroviaria ieri sera intorno alle 23.30 ha arrestato un romeno di 27 anni, Marius Tudorel Dimache (con precedenti penali per reati contro il patrimonio) per violenza sessuale. L'uomo ha aggredito una studentessa italiana di 20 anni che stava andando a casa di un’amica. La violenza ieri sera, infatti, la ragazza, scesa dall’autobus alla fermata vicino al ponte di via De Marchi, era stata avvicinata dal romeno che, dopo aver ricevuto diniego alla richiesta di una sigaretta, approfittando dell’ora tarda e dell’assenza di passanti, l’aveva raggiunta mentre lei cercava di allontanarsi in tutta fretta, l’aveva afferrata e condotta a forza nei pressi del ponte sulla ferrovia, in via Breda. L'intervento della Polfer. Dopo averla denudata, spiega la polizia, il romeno ha ripetutamente sottoposto la ragazza a violenza sessuale e, dato che la stessa provava disperatamente a divincolarsi, aveva addirittura provato a strangolarla. Una pattuglia della Polfer che si stava recando presso quella stazione ferroviaria per intraprendere servizio, dal bordo della vettura su cui viaggiava si è resa conto della situazione ed è intervenuta immediatamente, arrestando l'aggressore. Il nono stupro in un mese. "Questo è il nono stupro in un mese. Prima avremo una seria politica di rimpatri meglio è". Lo ha detto il vice sindaco, Riccardo De Corato, in conferenza dopogiunta, riguardo alla violenza sessuale di questa notte in via Breda. "Lo dico ai tanti soloni - ha detto De Corato - che sul tema dei rom stanno facendo tanto garantismo. Si fa molta filosofia e cultura giurisprudenziale, ma è un problema da risolvere con i rimpatri. Non è possibile che le donne a Milano debbano aver paura di uscire alla sera. Almeno - ha aggiunto - il giovane romeno è stato arrestato dalla polfer: avevo chiesto che fossero riattivati i presidi dei rilevati ferroviari, e per fortuna così è stato". @ EleonoraM,
ore: 18:51
giovedì, 15 maggio 2008Epifani, detassazione confusa. Cosi' anche esclusione statali, d'accordo anche i sindacati (ANSA) - ROMA, 15 MAG - Guglielmo Epifani ritiene la detassazione degli straordinari proposta dal Governo una misura non utile, pasticciata e confusa. Secondo il segretario della Cgil non e' sufficiente tassare di piu', come ha proposto il ministro dell'Economia Tremonti, i redditi piu' alti. La priorita' deve essere la detassazione degli stipendi piu' bassi. Cosi' anche l'eventualita' di escludere dalla misura il settore pubblico. @ EleonoraM,
ore: 23:18
giovedì, 15 maggio 2008ROMA - Complessivamente l'operazione coordinata dallo Sco, che si è sviluppata in 9 regioni e 15 province nell'arco di una settimana, ha portato all'arresto di 383 persone, di cui 268 stranieri. Di queste 92 sono state fermate per spaccio di droga, 111 per immigrazione clandestina e inottemperanza del provvedimento di espulsione, 3 per sfruttamento della prostituzione e 177 per rapine o furti. ESPLULSI - Centodiciotto invece i clandestini espulsi di cui 53 accompagnati direttamente alla frontiera e 65 trasferiti nei Cpt. «Si tratta di una massiccia e complessa operazione contro quei reati connessi all'immigrazione clandestina - ha detto il direttore della Direzione anticrimine centrale della polizia, Francesco Gratteri -. Non è un'azione indirizzata verso una categoria o un'etnia specifica ma aveva come unico obiettivo quello di contrastare una criminalità che ha provocato un innalzamento dell'allarme sociale». Gratteri ha poi sottolineato che il dispositivo messo in atto in tutta Italia sarà riproposto in futuro in quelle aree dove siano presenti elementi di criticità.. DOVE - E la scelta delle zone dove intervenire - gli arresti sono stati eseguiti nelle province di Torino, Brescia, Milano, Varese, Venezia, Verona, Padova, Genova, Bologna, Ferrara, Firenze, Ancona, Roma, Salerno e Napoli - in questa prima fase è stata dettata dalla necessità di muoversi nelle situazioni più a rischio. «L'operazione non è ancora conclusa - ha spiegato infatti il direttore del Servizio centrale operativo della polizia Gilberto Calderozzi - e la scelta delle regioni e dovuta all'analisi di informazioni di intelligence che facevano registrare le criticità più sensibili». ____________________________ E questi sono i soggetti che per alcuni, fanno PIL in italia e sono ben integrati. Il papa chiede di favorire il ricongiungimento familiare degli immigrati: sono daccordo, rimandiamoli a casa propria e finalmente possono ricongiungersi alle loro famiglie. O che li ricongiungano direttamente in vaticano che di posto ce n'è tanto per loro. Estorsioni e droga nei campi rom. Sarà ora di smantellarli? @ EleonoraM,
ore: 18:55
mercoledì, 14 maggio 2008Consiglio Europa: no commissari rom. Hammarberg: cosi' si trasformano tutti in criminali (ANSA) - STRASBURGO, 14 MAG - Per il Consiglio d'Europa istituire un commissario nazionale per l'emergenza rom 'si fonda su pregiudizi e non fa che perpetuarli'. Questa l'opinione di Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani presso il Consiglio d'Europa, secondo il quale con questi interventi tutti i rom vengono 'trasformati' in criminali. Inoltre, per il commissario, 'entrare in un Paese, anche illegalmente, non puo' essere considerato un crimine'. _________________________ No comment. Voglio solo sapere se sono considerati crimini le rapine, gli stupri, le violenze, lo sfruttamento della prostituzione, la vendita di bambini, lo spaccio, i delitti e i rapimenti dei minori... perpetrati da extracomunitari e comunitari entrati in maniera legale e non. O l'UE vuole scatenare la guerra civile in italia? Perchè allora non vengono eliminati i permessi di soggiorno e le richieste di lavoro? @ EleonoraM,
ore: 23:22
mercoledì, 14 maggio 2008Milano, Penati ora fa il duro: «I rom devono sparire tutti» di Giannino della Frattina «Ripartire i rom sul territorio metropolitano? Altro che ripartirli, sono i rom che devono ripartire. E subito». Il numero giusto dei campi nomadi a Milano e nell’hinterland? «Pari a zero». Frasi di un sindaco leghista in preda a un attacco di celodurismo post-elettorale? Nemmeno per sogno. È il nuovo programma politico a amministrativo di Filippo Penati, il presidente della Provincia di Milano. Di centrodestra? No. Diessino, ex primo cittadino di Sesto San Giovanni, quella che un tempo fu la Stalingrado d’Italia, una vita nel Pci e poi in tutte le trasformazioni che hanno portato al Partito democratico. «Il numero dei rom a Milano - l’inizio del ragionamento - è arrivato ormai a 23mila. Stime fatte più per difetto che per eccesso». Una «cifra insostenibile». Gli sgomberi? Troppo poco. Ci vuole ben altro per impedire che chi viene fatto sloggiare da un posto non faccia altro che spostarsi. «Sono necessari i rimpatri - la nuova filosofia della tolleranza zero griffata Penati -. Si facciano accordi con i Paesi d’origine e il governo romeno per impedire che partano. E poi espulsioni. Nell’area metropolitana non ci deve essere più nemmeno un campo rom». Ovviamente eccetto quelli regolari, si sarebbe portati a pensare ricordando la politica del sindaco Letizia Moratti che ne ha allestiti ben undici. E invece ecco addirittura lo scavalcamento a destra. Con Penati che diventa più leghista dei leghisti che in Comune, seppur a malincuore, hanno dovuto mandar giù gli 11 milioni di euro impiegati solo nell’ultimo anno per allestire i nuovi insediamenti. «No. L’obiettivo è nemmeno quelli regolari. Zero. Inutile discutere. Mentre se ne parla, i 23mila rom sono già diventati 30mila. E poi 40mila. Ci sono norme internazionali che garantiscono il nomadismo. Rispettiamole. Ma questi sono stanziali, le bidonville sono un’altra cosa. Una vergogna per un Paese civile. Dev’essere chiaro che i rom non possono stare accampati sotto casa mia e minacciare me e la mia famiglia. La permanenza dev’essere limitata. Poi chi vuole restare si trovi un lavoro e un alloggio regolare». Roba da far impallidire anche il sindaco di Cittadella. Ma Penati non si scompone. E trova una giustificazione anche ideologica alle sue parole. «Io sono un uomo di sinistra. E la sinistra ha il compito di difendere i più deboli e i più poveri. Tra chi compie un reato e chi lo subisce io non ho dubbi e sto con chi lo subisce». Il problema sarà far digerire la nuova linea alla sinistra. «È un irresponsabile», hanno già tuonato ieri a Milano. Ma lui sembra non preoccuparsi. Come non lo preoccupa dare un giudizio durissimo sul governo Prodi reo di aver rimandato per ben due anni la nomina del prefetto di Milano a commissario straordinario per l’emergenza rom. Come ha invece fatto, in un solo giorno, Roberto Maroni, il nuovo ministro leghista dell’Interno. «Perché non lo hanno nominato prima? Bisogna chiederlo a Prodi. Io - assicura Penati - quel provvedimento l’ho firmato allora all’interno del Patto per la sicurezza. E oggi non ho cambiato idea. Mi rammarico del fatto - la frecciata al curaro verso il tandem Prodi-Amato - che si sia perso molto tempo». Da recuperare con le nuove proposte. Come quella che potrebbe prevedere di «togliere la patria potestà ai genitori che spingono i figli a delinquere». O la possibilità di far «scontare a loro le pene che non possono essere comminate ai minori». «Bene - commenta l’onorevole leghista Matteo Salvini -. Meglio tardi che mai. Si vede che la scoppola alle elezioni ha fatto bene alla sinistra. Adesso però il presidente Penati cominci con il far uscire i rom dalle case che la Provincia di Milano ha comperato apposta per poterli ospitare». Forse erano altri tempi. @ EleonoraM,
ore: 09:28
mercoledì, 14 maggio 2008E Chiamparino regala case agli zingari abusivi di Andrea Costa L’intenzione è nobile ma i soldi sono pubblici. Una cinquantina di famiglie rom che attualmente occupano abusivamente baracche e roulotte sulle rive dei fiumi troveranno case nuove e asciutte grazie a un bonus da 750mila euro messo a disposizione dal ministero della Solidarietà sociale e che il Comune ha intercettato con il progetto «Abitazioni» per inserire famiglie di nomadi in alloggi privati. Palazzo civico in collaborazione con alcune cooperative sociali e onlus aiuteranno in pratica a far incontrare domanda e offerta. Chi non è in grado di pagare l'affitto o anticipare la caparra potrà contare sul sostegno del Comune. A fondo perduto. I rom abbandoneranno tende e rifugi per traslocare in appartamenti asciutti in città. «Appartamenti privati», ci tiene a precisare però l’assessore ai Nomadi Marco Borgione che vuole mettere subito in chiaro il fine nobile dell’iniziativa: «Non vogliamo fare un regalo ai delinquenti, bensì aiutare chi ha già avviato percorsi di integrazione e non ci riesce per i pregiudizi che si porta addosso». Almeno su questo il Comune assicura la massima severità. Metteranno alle calcagna dei nomadi plotoni di persone, uffici e controllori per scongiurare il pericolo di fusioni a freddo con le nuove realtà con cui entreranno in contatto. Dicono anche che saranno inflessibili nell’individuare le famiglie che passeranno dalla baracca all’alloggio, famiglie che potranno contare in media su circa 15mila euro a testa (e a fondo perduto) per affitto e opere di mediazioni sociali. Non aiuteranno tutti però. No. Chi non avrà i requisiti richiesti - lavoro e reddito anche minimo e figli regolarmente a scuola - non potrà accedere al contributo di Stato. Saranno durissimi. «Soltanto chi ha già dato prova di volersi integrare verrà premiato» insiste l’assessore. Il Comune però non tirerà fuori un centesimo: «In tempi non sospetti - aggiunge - avevamo aderito al bando del governo per i nomadi. Questo è stato ritenuto degno di attenzione». Borgione teme però che il tutto sia confuso con un regalo ai nomadi destinato a togliere case agli italiani: «Non togliamo case popolari agli italiani. Stiamo parlando di privati che affitteranno a privati con il Comune che in pratica farà da mediatore e assicuratore nei casi di morosità». Se i rom sospenderanno anche soltanto per un mese o due il pagamento dell’affitto interverrà il Comune attingendo di volta in volta dal piccolo tesoretto di 750mila euro. E comunque non occorrerà essere titolari di una fedina penale pulita, requisito al momento non richiesto per rientrare nel progetto. Per sostenere l’iniziativa non basteranno soltanto gli uffici comunali. L’assessore Ilda Curti (Politiche per l’integrazione) ha subito rassicurato: «Si tratta di nuclei conosciuti e già segnalati dall’Ufficio Nomadismo in percorsi positivi di integrazione sociale con riscontri eccellenti». Ipse dixit. @ EleonoraM,
ore: 09:25
martedì, 13 maggio 2008Il corriere della sera chiede ai propri lettori se sia giusto o meno istituire il reato di immigrazione clandestina. A quanto pare, i lettori del corriere sono TUTTI o quasi TUTTI xenofobi. @ EleonoraM,
ore: 21:22
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Uomo avvisato... Questo blog è incivile, moralmente inferiore e poco democratico. La titolare di questo spazio, si prende la libertà di cancellare i commenti anonimi e i commenti da lei ritenuti inutili o di bannare le persone non gradite. Eventuali lagnanze non serviranno a nulla. Questo blog NON è un SMS. Descrizione Una ragazza come tante. Un cuore nero. Chi sono Ventottenne lunatica e disillusa, con un lavoro di segreteria, un amore, un bimbo per amico, tanti libri da leggere e tanti films da guardare. Realistica e coi piedi per terra, forse anche troppo. Lei, unica...
Saggezza Vi sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre. [Oriana Fallaci] Sospettate di qualsiasi persona che voglia distruggere un' immagine, o voglia sopprimere una pagina della storia. [Ezra Pound] Se le persone che parlano male di me, sapessero ciò che dico io di loro, parlerebbero peggio. [J.D. Morrison] Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo. [Emil M. Cioran] Non fare agli altri ciò che vorresti che loro facessero a te. Potrebbero avere gusti diversi dai tuoi. [G. Bernard Shaw] Archivio oggi Visite *loading* passaggi Categorie centrodestra Ricerca La Destra Links A conservative mind Mi ospita The Right Nation Gemella diversa Blogs amici Abr Grendel Lexi Rrresistenza On line Informazione Corretta Sbircio... Shadow's tales Commenti EleonoraM in Stupidario di sinist... Feeds Rss Bottoni Simbolica(mente)
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